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libera come il vento...ogni riccio un capriccio...amo le pietre antiche e dure, riarse di sole...amo piacere e piacermi..
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Lindadicielo in fango, appunto...
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sensations in scelte
Lindadicielo in scelte
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Una giornata particolare, Ettore Scola
C'era una volta in america, Sergio Leone
L’ultimo imperatore, Bernardo Bertolucci
Il tamburo di latta
I tulipani di haarlem, Franco Brusati
Lussuria, Ang Lee
Le acrobate, Silvio Soldini
Amistad, Steven Spielberg
Il maestro e Margherita, Bulgakov
Amatissima, Tony Morrison
Deviazione, Luce D'Eramo
Il mestiere di vivere, Cesare Pavese
Sostiene Pereira, Antonio Tabucchi
Altre voci altre stanze, Truman Capote
Felicità ed altri racconti, Katherine Mansfield
Le uova di Barbablù, Margareth Atwood
Il delta di Venere, Anais Nin
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come il titolo di un altro libro di ammaniti...Fango!
da Repubblica di oggi:
quotidiano di Paolo Berlusconi rivela: "Ci è stato offerto il filmato di lei con Fiore"
La deputata non commenta, il leader di Forza Nuova: "Una bufala ridicola"
Da uomo a uomo lunedì 26 ottobre 2009 ____ maschileplurale http://www.maschileplurale.it/cms Realizzata con Joomla! Generata: 25 November, 2009, 20:55 ___________________________________________________________ In occasione del 25 novembre Giornata internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne Da uomo a uomo Sono un uomo e vedo la violenza maschile intorno a me. Vedo anche, però, il desiderio di cambiamento di molti uomini. Scelgo di guardare in faccia quella violenza e di ascoltare quel desiderio di cambiamento. So che quel desiderio è una risorsa per sradicare quella violenza. Di fronte alle storie di mariti che chiudono le mogli in casa o le ammazzano di botte, di fidanzati che uccidono per gelosia le proprie ragazze, di uomini che aggrediscono o stuprano donne in un parco o in un garage, non penso "Sono matti,ubriachi o magari i soliti immigrati !", non mi viene da dire: "Quella se l'è cercata!". Tutto questo mi riguarda, ci riguarda. Quando sento giudicare gli immigrati come una minaccia alle "nostre donne" ricordo che la violenza contro le donne non nasce nelle strade buie, ma all'interno delle nostre case, ed è opera di tanti uomini, italiani e non, che picchiano e uccidono le "proprie" donne. Quando osservo l'ironia, il disprezzo, la discriminazione che precedono la violenza contro lesbiche e gay non penso: "Facciano quel che gli pare, ma a casa loro". So che mi riguarda, ci riguarda: quell'ironia e quel disprezzo li conosco fin da piccolo, sono una minaccia per chi non si comporta "da uomo". La libertà di amare chi vogliamo e come vogliamo o è di tutti o non è di nessuno. Quando penso alle donne, spesso straniere, costrette a prostituirsi, prive di diritti, alla ricerca di difficili vie di uscita, non penso che "rovinano il decoro delle città". Vedo nella loro vita l'effetto di un razzismo che avanza. La prostituzione, scelta od obbligata, parla innanzitutto dei nove milioni di clienti italiani e della sessualità maschile ridotta alla miseria dello sfogo e del consumo. Credo che la violenza contro omosessuali e trans, la diffusa richiesta di ordine e sicurezza, la crescente ondata di disumanizzazione dei migranti, il razzismo, l'egoismo dilagante, abbiano a che fare con le relazioni tra i sessi: la paura e il disprezzo verso le differenze sono una tossina che avvelena la nostra società. Ogni giorno sento il richiamo verso ogni uomo ad essere complice di questa cultura e ad aderire all'ideologia della mascolinità tradizionale. Sono stanco della retorica della patria, del nemico e dell'onore, della virilità muscolare e arrogante. Quando assisto dell'ostentazione di sé da parte di chi usa soldi e potere per disporre delle donne, sento che quell'ostentazione è misera, squallida e anche triste. Sono secoli che gli uomini comprano, impongono, ricattano e scambiano sesso per un posto di lavoro o per denaro. La novità sta nel vantarsene, strizzando l'occhio agli altri uomini in cerca di complicità. Non ci stiamo, e non per invidia o moralismo. Non ci interessa l'alternativa tra il consumo del corpodelle donne e l'autocontrollo perbenista. Quando il disprezzo per le donne, l'ostentazione del potere e le minacce contro i gay e gli stranieri diventano modelli di virilità da usare a scopi politici, capisco e sento che devo e dobbiamo reagire: come uomini prima ancora che come cittadini. Sentiamo la responsabilità di impegnarci, come uomini, contro la violenza che attraversa la nostra società e le nostre relazioni. Non vogliamo limitarci alle "buone maniere" e al "politicamente corretto". Non ci sentiamo "protettori" né "liberatori". Sappiamo che le donne non sono affatto "deboli". La loro libertà, la loro autonomia, nel lavoro, nelle scelte di vita, nella sessualità, non sono una minaccia per noi uomini e nemmeno una concessione da far loro per dovere. Sono un'opportunità per vivere insieme una vita più libera e ricca. Non ci basta dire che siamo contro la violenza maschile sulle donne. Desideriamo e crediamo in un'altra civiltà delle relazioni tra persone, una diversa qualità della vita, libera dalla paura e dal dominio. Vogliamo vivere una sessualità che sia altro dalla conferma della propria virilità e del proprio potere. Molti uomini hanno finora vissuto questo tentativo di cambiamento individualmente, cercando un modo nuovo di essere padre, una diversa relazione con la propria compagna, un modo diverso di stare con gli altri uomini, un rapporto diversocon il lavoro. Questa ricerca è però spesso rimasta solitaria e invisibile, senza parole. Associazione Nazionale Maschile Plurale - Via Pupinia 15 - 00133 - Roma. maschileplurale http://www.maschileplurale.it/cms Realizzata con Joomla! Generata: 25 November, 2009, 20:55
Al potere preferiamo la libertà, la libertà di incontrare il desiderio libero delle donne, compreso, eventualmente, il loro rifiuto.
Vogliamo esprimerci in prima persona, vogliamo che il desiderio di libertà e di cambiamento di migliaia di uomini diventi un fatto collettivo, visibile, capace di parlare ad altri uomini.
"...allora non hai capito: il tempo delle figure di merda è finito, morto, sepolto. Se n'è andato per sempre con il vecchio millennio. Le figure di merda non esistono più, si sono estinte come le lucciole. Nessuno le fa più, tranne te, nella tua testa. Ma non li vedi a questi? - indicò la massa che applaudiva Chiatti (ricchissimo immobiliarista in odore di mafia n.d.s.) - Ci ricopriamo di letame felici come maiali in un porcile. Guarda me per esempio. - Si alzò in piedi barcollando. Aprì le braccia come a mostrarsi a tutti, ma gli girò la testa e dovette sedere di nuovo. Io (ricco chirurgo plastico n.d.s.) mi sono specializzato a L. con il professor R.C. ho la cattedra ad U., sono un primario. Guarda come sto ridotto. Secondo i vecchi parametri sarei una figura di merda ambulante, un essere infrequentabile, un cafone impaccato di soldi, un tossico, un personaggio spregevole che si fa ricco sulle debolezze di quattro carampane, eppure non è così. Sono amato e rispettato. Vengo invitato pure alla Festa della Repubblica al Quirinale e in ogni cazzo di trasmissione medica."
Che la festa cominci, di Nicolò. Ammaniti
E' una tragica rappresentazione del tempo presente in Italia. Credo che il senso di questo libro che sto leggendo - sono oramai a pagina 239 - sia tutto qui, in queste poche pennellate di riflessione su uno dei personaggi di secondo piano.
Come se il tempo dei valori - e delle conseguenti figure di merda - fosse oramai definitivamente tramontato.
Le cronache tutti i giorni ci stanno abituando al peggio del peggio senza suscitare alcuna reazione in noi? Siamo un branco di zombie allora?
ele
conservo poesie dedicatemi. sembrano inedite. mi assicurano che sono inedite. e che sono personali e non saranno riusate per eventuali tresche future...
è un grande privilegio avere delle poesie dedicatemi.
da questo punto di vista sono una donna molto privilegiata. mi sembra un grande privilegio che il mio amore mi scriva poesie, poesie solo per me.
però mi ricordo che a 15 anni ebbi un fidanzatino che mi dedicò delle poesie scritte di suo pugno su un quadernino. poesie scritte proprio per me, disse lui.
anni dopo, a fidanzatino evaporato chissà dove le scoprii su un giornale, identiche sputate. neanche ricordo l'autore, famoso.
però non me la sono presa. quel fidanzatino era imberbe ed ingenuo forse più di me.
il suo gesto fu delicato e gentile nonostante il plagio e la menzogna.
ele
Articolo di Repubblica (Katia Riccardi)

Voce, gambe, capelli e carattere indomabili. Nessuno è mai riuscito
a fermare "la regina". E lei ha attraversato tante stagioni senza mai uscire di scena
Tina Turner è il fuoco. Lo è nell'immaginario collettivo, lo è sempre stata. Difficile nascondere un incendio e i settant'anni che compie oggi sono la prova che non è mai stato domato, mai spento, mai ridotto in cenere. Ha bruciato nella sua voce roca, nelle sue gambe incredibili, sui suoi capelli, anche loro, indomabili. Fiamme che sono state lucide e nere come carbone, bionde, rosse, senza controllo, spinte da ventate rock verso l'alto. Nella sua vita hanno provato a fermarla, chi lo ha fatto con i pugni come il marito Ike, ne ha ricavato mani bruciate. Chi l'ha ascoltata o vista sul palco ne ha sentito il calore, chi l'ha amata è bruciato con la sua stessa passione.
Il fuoco rock di una donna che del rock è definita la regina incontrastata brucia ancora, settant'anni dopo la nascita avvenuta il 26 novembre del 1939 a Nutbush, in Tennessee sotto il nome di Anna Mae Bullock, secondogenita di due contadini, con origini afroamericane, europee e forse anche indiane. Fuochi incrociati venuti alla luce in un mondo dove il rock non era ancora stato concepito, così come i fiori degli hippies, le minigonne, le frangette dei Beatles, dove la luna non aveva ancora l'impronta di un piede, non c'erano i pantaloni a zampa e le paillettes della disco, le astronavi di Kubrick o gli zombie di Michael Jackson.
Fino a oggi, epoca in cui è arrivata anche nella Rete che tutto rende visibile, Tina Turner è passata in mezzo alla storia indenne, bruciando il tempo, trasformandosi e restando sempre, per tutti, 'The Acid Queen' che gli Who disegnarono per lei in 'Tommy'.
Sopra il palcoscenico il fuoco ha sempre avuto senso, come ogni elemento potente che è possibile solo guardare da lontano con ammirazione. E sul palco lei è stata al sicuro per cinquant'anni, cantando canzoni tratte da album che hanno venduto oltre centottanta milioni di copie, collezionando otto Grammy, quattro decenni consecutivi di copertine di Rolling Stone, cinque film tra cui un'apparizione in St. Pepper's Lonely Hearts Club Band nel '78.
La regina del rock con l'anima soul, del rock rappresenta la perseveranza, la fierezza e l'immortalità. Fu lei a insistere per cantare quando a St Louis conobbe un giovane musicista, Ike Turner, che inizialmente scettico la teneva in ombra. Ma il fuoco era riconoscibile anche se giovane e presto Little Ann, come si faceva chiamare, grazie alla canzone A Fool in Love, divenne Tina Turner e la band da Ike Turner and his Kings of Rhythm band, si trasformò in The Ike & Tina Turner Revue.
I due si sposarono nel '58 in Messico e Tina si ritrovò a crescere quattro figli, due di Ike, uno suo nato da una relazione precedente e uno nato dal matrimonio con Ike. Si ritrovò sul palco a ballare, graffiare e cantare. Trovando a discapito dei tempi che le mutavano intorno, uno stile personale, con le coriste, le Ikettes, a spalleggiarla e a influenzare quel mondo che avrebbe cambiato la storia. Come Mick Jagger che molto deve proprio a loro e alla regina che anni dopo aiutò a risorgere. Quando il freddo fuori e dentro l'avevano piegata, fu proprio lui con un incredibile duetto al Live Aid nel 1985 a ravvivare la fiamma.
Con Ike toccò il cielo nel 1968 quando registrarono il loro successo più importante, Proud Mary. Poi iniziò la guerra fredda, il fuoco rabbrividì sotto la droga e la violenza di Ike, e il declino musicale divenne palpabile, una realtà da affrontare e che Tina decise di sfidare da sola. Nel 1976 scappò letteralmente dal marito e dal suo passato. Libera, con 36 centesimi nel portafogli e i buoni per la benzina si nascose da amici, praticò il buddismo di Nichiren Daishonin, ritrovò la forza di autorigenerarsi. Il divorzio fu ufficializzato nel 1978, dopo 16 anni di matrimonio. Alla morte di Ike, avvenuta nel 2007, fu rilasciato soloun cominicato: "Ike e Tina non hanno avuto alcun contatto per oltre trent'anni. Non ci sono ulteriori commenti da fare".
Le fiamme ripresero potenza nel 1984, fu il più stupefacente ritorno nella storia del rock che si ricordi. La canzone What's Love Got to Do with It scalò le classifiche in poche settimane contro ogni più rosea previsione. Tina aveva 44 anni. L'album che seguì, Private Dancer, vendette nel mondo quasi venti milioni di copie. L'anno dopo fu il turno di We Don't Need Another Hero, colonna sonora del film dove recitava, Mad Max Beyond Thunderdome. Poi, senza fermarsi, arrivò It's Only Love, cantata in duetto con Bryan Adams. Negli anni successivi il fuoco ha ripreso gusto a bruciare. Un'autobigrafia, Io, Tina, diventata un film con Angela Bassett e Laurence Fishburne, altri album, fino alla luce nel '91 della compilation Simply the Best e, nel 1995, la registrazione per il film di James Bond, di Goldeneye, scritta da Bono.
Nella vita Tina Turner ha cantato con Bryan Adams, Rod Stewart, Elton John, Mick Jagger, David Bowie, Eric Clapton e Mark Knopfler. Nel '97 anche con Eros Ramazzotti nel pezzo Cose della vita, nel 2006 con Elisa in Teach Me Again. In Italia la regina si è sempre sentita a proprio agio, perfino a Sanremo è arrivata a scaldare la platea tre volte. L'anno scorso è salita sul palco con Beyoncé, per poi partire con il tour dei suoi cinquant'anni di carriera intorno al mondo. Sorridente, libera, vittoriosa. La prima data a Kansas City, ma l'America resta di passaggio. Conserva troppe pietre e troppi ricordi. Così la regina adesso vive più volentieri tra la l'Inghilterra, la Francia e la Svizzera. Oggi, con il suo compleanno si festeggia la musica, la storia, il rock, la rinascita. E il fuoco.
© Riproduzione riservata (26 novembre 2009)
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
Roma, sabato 28 novembre 2009 - Piazza della Repubblica ore 14
La manifestazione è stata convocata attraverso il sito
www.torniamoinpiazza.it
Anche quest´anno, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza
maschile sulla donne, si terrà a Roma sabato 28 novembre una Manifestazione
nazionale. Il corteo partirà da piazza della Repubblica per arrivare a piazza
San Giovanni.
http://www.museiincomuneroma.it/content/download/45225/194836/file/MIM+Depliant+digitale.pdf
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a8c7fc37-1db0-42e3-af32-32f8a6c7f366.html
ele
forse essere soli ha il suo riscontro positivo proprio in questo: la mancanza di controversie, la mancanza di opposizione da parte di qualsiasi persona...e la si sceglie per questo. per comodità.
ele
...sull'isola in mezzo al fiume gli stranieri prendevano il sole
dolcemente dondolandomi camminando a lungo sul selciato ineguale
tornando spoglia di lane superflue
strani idiomi e rumori e tepore primaverile accompagnavano il ritmico suono dei tacchi
sguardi curiosi o intriganti solo sbirciati dall'angolo dell'occhio dietro lenti scure
o solo sentiti nascere e concretamente farsi vivi e vividi nell'acuta sensibilità
immaginifica e reale
ele